ExSA | progetto

“Nel 1983 una commissione di formazione eterogenea venne costituita per discutere della condizione di isolamento, abbandono e insicurezza di Città Alta, con l’obiettivo di fornire un contributo culturale, ancor prima che tecnico, per il riutilizzo di alcune fabbriche storiche da rivitalizzare o da salvare dalle condizioni precarie in cui si trovavano, inquadrando i vari casi all’interno di un «sistema concettuale» che prefigurasse un’idea di città in cui i «contenitori» storici potessero avere un futuro vocato al servizio per la collettività. La commissione individuò 12 edifici e complessi storici dismessi, alcuni dei quali oggi sono recuperati e rifunzionalizzati: tra questi vi è il Teatro sociale, l’ex monastero di Astino, l’ex caserma Camozzi (oggi Galleria d’arte moderna e contemporanea) e l’ex monastero di Sant’Agostino che ora ospita l’Università degli Studi di Bergamo.”

ORA TOCCA A SANT’AGATA.

In poco tempo un vuoto urbano, un edificio dismesso prodotto e poi scartato dall’espansione umana, si riaccende lentamente come una fiamma che ritrova ossigeno. Tramite un programma funzionale che si adatta continuamente alla struttura, creando sempre nuovi scenari, ExSA spazia e sperimenta in ambito artistico, culturale, intrecciandosi nelle dinamiche sociali e urbane della città di Bergamo, ricucendo il tessuto cittadino attorno a se. 

Lo spazio viene inteso come contenitore dinamico e metamorfico che si adatti ad ogni potenziale attività proposta. Attività e quindi uso che non è deciso da qualcuno e consumato da qualcun’altro ma che è prodotto dagli stessi che ne usufruiranno, nell’ottica di sviluppare azioni attorno ad idee che sono il risultato di necessità del quartiere. Uso che deve alternarsi ad altri, mischiarsi con altre azioni, nella costruzione di una struttura progettuale che sia dinamica. 

Gli spazi diventano luogo di esposizioni, mostre, installazioni e performance che interagiscono in maniera diretta con lo spazio. La linea di ricerca è verso opere il più possibile connotate in senso site-specific, dando spazio a quelle realtà che presentano progetti in accordo con il luogo e lo spirito del progetto.

Nel futuro di ExSA prevediamo di intraprendere una ciclicità, di sviluppare progetti che siano in continua  autorigenerazione. Un ciclo che non è chiuso su se stesso, non è separato dal resto delle cose, ma si apre all’esterno per far parte di qualcosa di più grande.